Non hai capito un tubo

Ieri ho visto un film in 3d, Dragon Trainer 2, e all’uscita dal cinema ho riflettuto sul come la tecnologia si è evoluta ma il pensiero dell’essere umano è rimasto indietro nel 2d.

arnold Guarda che ti vedo, hai una faccina tipo quella di Arnold, e stai pensando: “che cavolo sta dicendo Alex?”

No, non sono stati gli occhiali 3d ad avermi causato problemi neurologici.

Ok, sono stato un po’ affrettato nella mia affermazione.

Inizio col dirti che la mia riflessione è partita da un ricordo della mia adolescenza.

Il ricordo di un libro meraviglioso di Edwin A. Abboot, Flatlandia. Lo conosci? Se non l’hai mai letto ti consiglio di leggerlo, perché è talmente breve che finirlo ti richiederà al massimo un’ora.

È un racconto di un mondo fantastico chiamato Flatlandia, dove gli abitanti sono figure geometriche a due dimensioni che si muovono su un piano. Forse starai pensando la stessa cosa che pensai io quando lo lessi la prima volta: “C’entra qualcosa con la vecchia convinzione umana che la terra era piatta?” Sì, ci sono delle analogie, ed è proprio l’analogia la chiave di questo racconto.

flatland-copertina Infatti, nella seconda parte il protagonista, che è un quadrato, incontra una sfera che gli parla di Spacelandia, un mondo a tre dimensioni. Siccome il quadrato non ha mai visto un mondo in 3d l’unica risorsa che la sfera ha per spiegargli l’universo in cui vive è il sistema dell’analogia. “Tutto deve essere in accordo con l’Analogia”, afferma più volte la sfera. Come è in accordo con l’Analogia questo blog.

L’analogia anche se è ancora molto sottovaluta dal mondo scientifico, nonostante fosse largamente utilizzata da Albert Einstein nei suoi esperimenti mentali, e dimenticata dal mondo filosofico-spirituale, a parte qualche rara eccezione (come lo scienziato Douglas Hofstadter e il filosofo Enzo Melandri), è l’unica risorsa o facoltà che abbiamo a nostra disposizione per avere una rappresentazione di altre dimensioni di pensiero o di realtà che sfuggono ai nostri sensi nell’immediato.

La logica, soprattutto quella superficiale o ordinaria, ha il limite di osservare le cose in due soli modi, in bianco o in nero, in falso e vero etc. Limite questo che appartiene anche a molti scienziati e religiosi che tendono a generalizzare la realtà facendone un dogma.

L’analogia invece ci permette di cogliere tutto quello che c’è in mezzo tra il bianco e il nero: i tantissimi colori con le loro infinite gradazioni. In altre parole, ci aiuta a vedere tutto quello che è simile al bianco ma che non lo è, ad esempio un panna, e tutto quello che è simile al nero, ma che non lo è, il blu notte. Ci permette di vedere il simile e a non confonderlo con l’uguale. Non a caso l’analogia viene utilizza per avere una rappresentazione di molti colori per l’appunto: giallo canarino, giallo limone, albicocca, ametista, rosso sangue, etc.

Interessante Alex, ma nella vita pratica cosa me ne faccio dell’analogia?

Nella vita di tutti i giorni, sviluppare o esercitare un pensiero analogico significa essere coscienti di altre dimensioni, di nuove e diverse realtà, aprirsi alle infinite possibilità del pensiero, ciò che chiamiamo creatività.

La scienza, come la logica in generale, si è focalizzata soltanto su due dimensioni: il pensiero e l’azione, tralasciando le altre dimensioni della mente. Soltanto ultimamente attraverso le neuroscienze abbiamo incominciato ad esplorare dimensioni più profonde come ad esempio l’intuizione, l’intenzione, la sensazione e l’emozione.

A causa di questo appiattamento della realtà indotto dalla logica abbiamo incominciato a confondere l’uguale con l’analogo, il cubo con il quadrato, il cerchio con la sfera, lo schermo della tv o del pc con la realtà.

Nella vita quotidiana invece spesso confondiamo l’amore con il sentimentalismo, l’autostima con l’orgoglio o l’arroganza, e il bene con il buonismo.

tubo-cerchio-linea In un mondo a più dimensioni, come in quello in cui noi viviamo, una linea “I” e un cerchio “O”  che sono due diverse forme geometriche possono essere contenute in una solo forma geometrica 3d il tubo. Infatti osservando un tubo da due prospettive diverse ci può apparire sia come un cerchio sia come una linea.

Analogamente se noi osserviamo o giudichiamo una persona in una dimensione di pensiero 2d la vedremo come un “qualcuno”, “I” una persona di successo, oppure come uno zero, “O” un fallito. Mentre in realtà, approfondendo anche altre dimensioni della sua personalità, scopriremo che essa è molto di più di un fallito o di una persona di successo, di una piatta etichetta.

Allo stesso modo, quando incontriamo un individuo che ha un colore della pelle diversa della nostra, affermiamo che è un bianco o un nero, ma nella realtà è un nostro simile, un essere analogo a noi.

Quindi, un pensiero logico senza la profondità della dimensione analogica è un pensiero “razzista”, è stupidità emotiva.

Come potete vedere non possiamo fare a meno di pensare per analogia anche se non ne siamo coscienti. Il nostro linguaggio è permeato da immagini per esprimere un concetto.

[twittmyphrase url=”http://goo.gl/ALcvHF” mention=”AnalogaMente “]”Non si può pensare senza immagini.” Aristotele[/twittmyphrase]

Ad esempio possiamo dire: “non hai capito niente” che è associato all’immagine dello “O”, oppure volgarmente possiamo dire “non hai capito un cazzo” che è associato all’immagine del “I”.

Ma se vogliamo vivere in un mondo 3d dobbiamo dire: “non hai capito un tubo”. numeri-immagini
Il sistema analogico ci induce alla prudenza, a non generalizzare o avere pregiudizi. Pregiudizi sia negativi che positivi, ma di andare in profondità. Certo anche il sistema analogico ha i suoi limiti, come l’ha la logica, ma di questo te ne parlerò in un altro articolo.

Intanto, se non l’hai ancora fatto, puoi digitare il tuo nome e la tua mail e iscriviti alla newsletter per ricevere i miei pensieri e articoli analogici  direttamente nella tua posta elettronica, o cliccare qui sotto per rimanere in contatto con me tramite facebook.

freccia

 

Il mio intento è di suggerirti di osservare la vita non solo con tutti e due gli occhi, ma con entrambi gli emisferi cerebrali, perché solo con tutte e due gli occhi e gli emisferi puoi percepire la terza dimensione: la profondità.

Nel mondo in cui viviamo la dimensione spaziale sta venendo inghiottita da quella temporale. Ad esempio, oggi non c’è più la lancetta dell’orologio che si muove nello spazio di un quadrante (gli orologi analogici) ma esiste un orologio digitale con numeri, segni piatti, in 2d.

Anche internet ci dà l’illusione che non esista più lo spazio, la distanza, perché tutto il nostro mondo è stato appiattito dallo schermo dei nostri pc, smartphone o tablet, e il touch screen ci dà persino l’illusione di poterlo toccare e, in questo modo, quasi di padroneggiarlo.

Ma la dimensione spaziale non può essere eliminata, si sta solo spostando, divenendo una dimensione interiore, psichica, creativa. La stiamo interiorizzando e integrando nella nostra coscienza, infatti sempre più persone cercano uno spazio creativo dentro di sé, dove costruire il proprio mondo.

E tu che mondo stai creando dentro di te? Condividiamolo!

Scrivimi e/o commenta.

2 commenti

Aggiungi commento

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

I contenuti di questo blog sono protetti da Copyzero. A. Langella © 2014 - Policy Privacy