I 6 errori in cui inciampa chi intraprende un percorso personale

i-6-errori-crescereLa chiave del mio percorso personale è l’equilibrio, e ho identificato 6 errori in cui inciampa la maggior parte delle persone che intraprendono un percorso personale.

1) Una buona pratica inizia con una buona teoria.

Ho sempre guardato con sospetto le persone troppo pragmatiche e quei corsi dove ti insegnano solo pratica. Essere totalmente nel fare significa essere simile a un robot, atteggiamento tipico della cultura americana, non ti aiuta a sviluppare una coscienza autonoma perché diventi un automa. Quando si dà troppa importanza al risultato, al successo si perde il vero valore dell’azione e dell’intenzione. Allo stesso modo ho sempre guardato con sospetto le persone che ti vomitano addosso le loro conoscenze teoriche, ma che alla fine ti lasciano con quel “bè, e poi?” tolstojano.

[twittmyphrase url=”http://goo.gl/QEdz7L” mention=”AnalogaMente “]”Sempre la pratica dev’essere edificata sopra la buona teoria.” Leonardo da Vinci [/twittmyphrase]

C’è questo frainteso molto comune e diffuso che dopo che avrai raggiunto l’agognato successo o il risultato sperato potrai essere finalmente libero, mentre in realtà diventi ancora più schiavo perché sviluppi un attaccamento al risultato, al successo, che è ancora più nocivo del desiderio stesso. Il problema non sono né il risultato né il desiderio. Il vero problema è comprendere le tue intenzioni e motivazioni più profonde, perché se vuoi raggiungere il successo nel tentativo di fuggire al fallimento o perché sei alla ricerca della sicurezza, allora stai certo che perderai la tua libertà, e per tutta la tua vita sarai costretto a mentire a te stesso.

[twittmyphrase url=”http://goo.gl/QEdz7L” mention=”AnalogaMente “]”Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.” Albert Einstein[/twittmyphrase]
2) Attento ai pensieri semi-consci.

Devi sapere che il nostro cervello semplifica e seleziona la realtà circostante per non sovraccaricare la nostra coscienza da una quantità enorme di informazioni e stimoli che non saremmo in grado di gestire.

In neuroscienze questa facoltà del nostro cervello viene chiamata “attenzione selettiva”.

Ad esempio, mentre stai leggendo questo articolo il tuo cervello è totalmente concentrato sul significato di ciò che leggi e inibisce i rumori e le sensazioni corporee che possono distrarti da questo compito.

Allo stesso modo, ci sono dei pensieri, i cosiddetti pensieri semi-consci o intenzioni che il nostro cervello non ci mostra, ma sono lì davanti al nostro occhio mentale tutti i giorni e generano l’ambiente psichico in cui noi viviamo. I pensieri semi-consci sono come i tanti ninnoli e gingilli che adornano le mensole e i mobili delle nostre case, sono complementari all’arredamento e in fondo non necessari. Spesso dimentichiamo persino di averli eppure se vengono a mancare lasciano un vuoto che è immediatamente percepibile. Influenzano appunto la percezione del nostro ambiente domestico che sarà più o meno caotico o ordinato, più o meno familiare e accogliente, più o meno elegante o spoglio o asettico in base all’assenza o alla presenza di questi oggetti. Analogamente, i pensieri semi-consci sono in grado di influenzare il nostro umore e condizionare le nostre azioni. Tuttavia non sempre vanno nella direzione che desidereresti.

Ti spiegherò passo passo come scoprirli e ti darò degli esercizi pratici per allinearli ai nostri pensieri coscienti.

Se non lo hai già fatto, clicca qui sotto. Pigrone!

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Dai! Che ci divertiremo insieme!

3) Il poker di virtù per vincere al gioco della vita.

Già gli antichi greci avevano identificato quattro virtù fondamentali ma purtroppo nel mondo in cui noi viviamo due vengono spesso strumentalizzate:

La prima, il coraggio spesso confuso con l’ostinazione o la temerarietà.

La seconda è la giustizia che è una virtù morale. Ma purtroppo viviamo in un mondo dove si oscilla tra una morale troppo superficiale e una morale troppo rigida.

Infine vi sono altre due virtù che la cultura in cui noi viviamo snobba e sono:

La prudenza, che non ha niente a che vedere con il pessimismo, la sfiducia o la paura e che, chi intraprende un percorso personale, spesso sostituisce o compensa con il pensiero positivo assolutistico, con l’ottimismo a oltranza, o la filosofia della legge dell’attrazione tanto diffusa in quest’ultimo decennio.

L’altra virtù è l’equilibrio o la temperanza. Quest’ultima per me costituisce l’asso di cuori, o per meglio dire, il cuore di tutte le virtù.

A volte è più sano sentire un dolore rigenerativo che formulare un pensiero positivo.

Il pensiero positivo assolutistico è come mangiare troppa cioccolata, alla fine ti senti male… ti viene mal di pancia, ma sopratutto ti annoia dopo un po’, ed è questo che vuole la nostra mente che ci governa e chi ci governa.

Ogni eccesso ci porta all’inefficacia e quindi alla sfiducia, ed è ciò che sta accadendo in questo ambito.

I pensieri positivi a qualsiasi costo sono come le analisi mediche quando risultano positive: c’è qualcosa di cui preoccuparsi.

A volte il pensiero positivo viene utilizzato per fuggire o coprire la realtà psicologica o materiale del momento. Come affermavano gli antichi greci: ci vuole misura in tutto!

Ma siccome per molti l’equilibrio è associato alla noia o alla calma piatta, allora viene snobbato come fosse il peggiore dei mali.

Vuoi una vita spericolata? Allora prova a mantenerti in equilibrio su un filo sospeso in aria a 2 metri da terra.

4) Il cazzaro

Mi occupo da più di 20 anni di come utilizzare al meglio le potenzialità della mente. So già a cosa stai pensando… con in miei suggerimenti non diventerai né un supereroe, né svilupperai dei superpoteri o attirerai tutto quello che vorrai, ma diventerai un uomo o una donna superspontaneo/a. Ti pare poco al giorno d’oggi?

Se la cosa non ti diverte abbastanza posso insegnarti a diventare un cazzaro. Ma un vero cazzaro. Il vero cazzaro non è quello che racconta menzogne, oramai quel tipo di cazzaro è passato di moda, anche se ancora si “vende” e ne trovi in giro.

La parola cazzaro, anche se per molti non è una parola fine, devi sapere che proviene dal greco katsàros, che vuol dire puro, schietto, libero.

Il vero cazzaro è colui che conosce la menzogna e i suoi meccanismi, come conosce la verità ma la usa per schermarsi, proteggere o svelare la realtà e non per manipolare le persone o alterare e nascondere la realtà.

Il vero cazzaro è un individuo diretto, autentico, onesto che non ha peli sulla lingua e dice le cose “pane al pane e vino al vino”.

Stai attento che quando parlo di onestà non mi riferisco solo all’onestà intellettuale, ma anche all’onestà emotiva che può essere liberata solo quando si è fatto un vero lavoro sui pensieri semi-consci.

5) “Sei il migliore!”

Un altro frainteso è legato alla parola “migliore” e “migliorare”.

So che ciò che vorresti sentirti dire è che con “questo” o con “quel” metodo potrai essere migliore di tutti, ma è un’altra diceria del cazzaro vecchia maniera. Se vuoi sentirti dire queste baggianate da quattro soldi allora hai sbagliato blog. Non puoi essere migliore degli altri per il semplice motivo che sei l’unico membro della tua specie. Sei unico, ma siccome non credi in te stesso cerchi di darti un valore mettendoti in competizioni con gli altri.

Il fatto di metterti in competizione dovrebbe farti comprendere che non ti conosci e che usi come metro per valutarti un qualcosa di esterno a te: gli altri. Non puoi essere migliore degli altri se gli altri sono il tuo metro di valutazione, o il tuo valore di riferimento.

Nel percorso che farai con me ti darò alcune dritte sul come valutarti da solo, per raggiungere l’obiettivo più importante della tua vita. Come diceva William Faulkner:

[twittmyphrase url=”http://goo.gl/QEdz7L” mention=”AnalogaMente “]”Non sforzarti di essere migliore degli altri, cerca di essere migliore di te stesso.”[/twittmyphrase]

6) Essere un buon allievo della Vita

Come già ho scritto precedentemente non c’è nulla che cresce o decresce, c’è solo la possibilità di migliorare, o meglio di auto-educare, tirar fuori ciò che già siamo. Per molti anni ho studiato la filosofia greca soprattutto dei presocratici, e ho approfondito la psicagogia e la padeia psichica che costituiscono una sorta di proto-psicologia, l’origine della psicologia del profondo in occidente.

Plutarco affermava che:

[twittmyphrase url=”http://goo.gl/QEdz7L” mention=”AnalogaMente “]“L’opera del maestro non deve consistere nel riempire un sacco, ma nell’accendere una fiamma…“[/twittmyphrase]

Io non sono un maestro e non voglio insegnarti assolutamente nulla, anche se ho acquisito delle competenze in questi 20 anni. L’unica cosa che posso insegnarti è di essere un eterno allievo. Io sono un buon allievo della Vita, e come tutti i buoni allievi cerco sempre di aiutare i miei compagni quando si trovano in difficoltà. Cerco di aiutarli non riempiendogli la testa di altre conoscenze e informazioni inutili, bensì tenendo accesa la fiamma delle loro passioni dandogli alcuni suggerimenti, strumenti e metodi per raggiungere degli ottimi risultati per conquistarsi le lodi e i premi non degli altri, ma della Maestra Vita.

Nessun allievo può superare il maestro, ma può superare se stesso e nel superare se stesso ogni giorno diviene maestro di se stesso, padrone di se stesso. Solo chi non riesce in questo vuole controllare e padroneggiare gli altri.

[twittmyphrase url=”http://goo.gl/QEdz7L” mention=”AnalogaMente “]”Accendi la fiamma del tuo vero valore spegni le falsi luci del successo!” Alessandro Langella[/twittmyphrase]

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