Conoscenze sempre fresche cucinate nella vecchia maniera e pronte in 5 minuti.

conoscenza-libriCi sono libri che rimangono sullo stomaco e non riesci proprio a digerire. Altri che incominci a dargli il primo morso, ma alla ventesima pagina lo rimetti nel congelatore della tua biblioteca, con l’idea di regalarlo o di riprenderlo in un momento diverso.

Poi ci sono libri pesanti come un mattone ma gustosi, e altri che sono talmente zuccherosi da farti venire il diabete (vedi Harmony), ma forse ottimi in un momento di vita dove vi è carenza di affetto.

Infine ci sono quelli che leggi e finisci subito come una scatola di cioccolatini o una busta di patatine fritte. Vorresti mangiarne altre – di pagine – ma purtroppo ti accorgi che ti è rimasto da leggere soltanto la biografia dell’autore o per la seconda volta la frase più significativa sul retro del libro, come fosse il bigliettino che si trova nel bacio perugina, dopo averlo messo in bocca.

Io però ho un segreto da svelarti, un segreto che solo un master chef-reader conosce. Usa i libri classici come ricettario, per coniugare nel migliore dei modi le conoscenze acquisite dai libri nuovi sulla crescita personale. Devi sapere che l’uomo d’oggi non ha scoperto e non scoprirà nulla di nuovo rispetto a se stesso, o rispetto a tutto ciò che viene definito “Crescita personale” o “Sviluppo personale”.

C’è stato negli ultimi 50 anni uno sviluppo tecnologico mostruoso, ma gli uomini di oggi hanno gli stessi problemi e si pongono esattamente le stesse domande dei nostri antenati vissuti 1000, 2000 o 3000 anni fa, per ciò che concerne la crescita personale.

Molte delle conoscenze che stai acquisendo oggi le puoi trovare in forma analoga in un testo di Platone, nel Faust di Goethe, nei Veda indù, in una poesia di Leopardi, in un verso della Divina Commedia di Dante, in un pensiero di Newton a cui nessuno ha mai dato importanza, o addirittura in una racconto scritto da uno scrittore sconosciuto medievale.

Non serve nessun “pensiero positivo”, “legge dell’attrazione”, “salto quantico”, o segreto di Pulcinella, tutto queste cose non servono per chi ha smesso di ricercare o cercare subendo la conoscenza, acquisendola passivamente, e si è lasciato andare all’atteggiamento di trovare, di agire ciò che apprende.

Questo è ciò che è accaduto a me quando è terminata la mia vita da ricercatore passivo ed è iniziata quella da trovatore attivo.

In altre parole quando ho smesso di cercare e ho iniziato a sperimentare e diventare creatore della mia vita.

Trovatore è un termine antico, lo puoi trovare (scusa il gioco di parole) nella lingua d’Oil medievale con trobador, o trovieri. I trovatori erano dei poeti-compositori e le loro composizioni giravano intorno all’amore cortese. Devi sapere che la parola poeta proviene dal verbo greco poieo (fare, comporre, creare, agire) esattamente come la parola troviere che proviene dal provenzale trobaire, che significa inventare.

[twittmyphrase url=”http://goo.gl/K5F26H” mention=”AnalogaMente “] “Nessuno merita il nome di Creatore, tranne Dio e il poeta.” Torquato Tasso[/twittmyphrase]

In ultima analisi il trovatore è un individuo che si inventa, crea la propria vita agendo. Il segreto della famosissima legge dell’attrazione si trova nell’amore cortese medievale che ti rivelerò nei minimi dettagli in un capitolo del mio libro di prossima pubblicazione.

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Lo so ti ho fatto sentire l’odore della mia cucina, ma non hai ancora assaggiato nulla.

Bene, andiamo nel pratico, ti insegnerò un piccolo trucchetto per stabilizzare la conoscenza acquisita dai libri. È solo questione di memoria e ora ti insegnerò una piccola strategia da me inventata. Per questa tecnica ti può essere d’aiuto il potente motore di ricerca Google.

Ipotizziamo che hai appena terminato di leggere un libro sulla memoria, per l’appunto. Inserisci nel motore di ricerca la parola “memoria”, ma ricordati di inserirla assieme al nome di qualche filosofo o scrittore classico, io userò Goethe e clicca sul primo risultato della tua ricerca, se non trovi nulla vai al secondo e così via. Ti potrebbe capitare di leggere una citazione, come è successo a me, o un articolo che parla di come quello scrittore o filosofo classico concepiva la memoria.

[twittmyphrase url=”http://goo.gl/K5F26H” mention=”AnalogaMente “]”Dove si perde l’interesse si perde anche la memoria.” J. W. Goethe[/twittmyphrase]

Dopo aver letto la frase o l’articolo cerca di trovare delle analogie o associazioni tra le informazioni trovate su Google e ciò che hai letto nel tuo libro, lascia che il tuo intuito ti guidi. Una volta trovata l’analogia accadrà un qualcosa di veramente magico nella tua mente.

I neuroscienziati, ad esempio, affermano che difficilmente dimentichiamo qualcosa che ci emoziona, ci interessa realmente, perché attiva la nostra memoria a lungo termine. Quindi, il pensiero di Goethe è in accordo con la nuova conoscenza acquisita dal nostro nuovo libro di neuroscienze sulla memoria.

Ma ciò non basta, una volta trovata l’associazione concettuale, bisogna creare una immagine buffa che ci aiuti a evocare il concetto. Nel nostro caso, ad esempio, possiamo immaginare Goethe che guarda con interesse la dea Mnemosine (la dea della memoria).

goethe-memoria

In quel momento avrai “cucinato” una conoscenza fresca alla vecchia maniera e ci avrai messo poco più di 5 minuti, usando la tua creatività da master chef-reader! Non dico che potrai riuscirci subito, ma come dicevano gli antichi repetita juvant, per cui persevera! La cosa che poi verificherai successivamente è che ciò che hai appreso con questo metodo non lo dimenticherai così facilmente, perché l’hai stabilizzato nella tua mente grazie all’analogia trovata nel ricettario.

Questa è accaduto perché fino a quando hai solo la nuova conoscenza è come se tu camminassi con una gamba sola, la tua memoria non è stabile, ma è labile. Quando invece usi anche l’altra gamba (il ricettario) sei più stabile e fai meno fatica a camminare, a ricordare.

Ma ricorda… un bravo master chef-reader ogni tanto ha bisogno di un bel digiuno terapeutico, soprattutto se ha mangiato qualcosa di veramente pesante.

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