Come avere l’autostima di una formica

autostima_formicaHo sempre amato la natura e da piccolo, come forse ogni bambino, mi divertivo a osservare le formiche nel giardino della scuola, mentre trasportavano in fila indiana semi, foglie, legnetti di ogni forma, etc.
Quello che mi meravigliava più di ogni cosa era il come un insetto così piccolo riuscisse a sollevare e trasportare un carico così grande rispetto al proprio corpo.
Per questa ragione era il mio insetto preferito.
L’apice della mia simpatia per le formiche arrivò quando vidi per la prima volta in televisione un cartone animato di Hanna & Barbera: la formica atomica!

Formica_atomica_autostima

Gli anni sono passati ma il mio modello di autostima è, e sarà sempre, la formica atomica e ora ti spiegherò il perché.

Prima di tutto voglio farti una rivelazione che forse ancora nessuno ti ha fatto.

Molte persone prendono come modello di autostima artisti o persone di successo, ma in realtà sono le meno indicate credimi, perché sono individui che hanno una bassa autostima e soffrono di molti complessi di inferiorità.

Questa affermazione può risultare superficiale e provocatoria, ma approfondirò l’argomento in un prossimo articolo.
Infatti, non è una verità assoluta che tutti gli artisti hanno poca autostima, ma l’autostima è per pochi artisti. Possono avere talento e compensare con questo la loro scarsa fiducia in se stessi, ma l’autostima è ben altra cosa rispetto al talento.
La dimostrazione di ciò che ti ho appena rivelato è che molti artisti, che raggiungono un grande successo, vengono annientati da quest’ultimo proprio perché non riescono a gestirlo a causa della loro scarsa autostima.
L’elenco può essere molto lungo: Kurt Cobain, Jim Morrison, Whitney Houston, Robin Williams, Amy Winehouse, Ernest Hemingway, etc.

[twittmyphrase url=”http://goo.gl/owMqAi” mention=”AnalogaMente “] “Per qualche ragione, tutti gli artisti hanno problemi di autostima.” Whoopi Goldberg [/twittmyphrase]

Sono persone che potrebbero insegnarti (forse) come raggiungere il successo o scoprire il tuo talento, ma non come avere più autostima.
Ma ritorniamo a noi e alla mia formica atomica!
Il modello di Autostima che io utilizzo, che è parte integrante del mio metodo Three Minds, è una rielaborazione o per meglio dire una rivoluzione delle teorie di William James sull’autostima, che ho chiamato semplicemente “il triangolo dell’autostima”, costituito da i tre vertici del sé.
1) il sé petriangolo-autostimarcepito (come ci percepiamo)

2) il sé ideale (come vorremmo essere)

3) il vero sé (come siamo realmente)

 

Solitamente chi si occupa di autostima tiene conto soltanto dei primi due aspetti, ma mai del terzo, perché identifica o unifica il sé percepito con il vero sé.
Un errore molto comune che vedo e ho visto fare da molti guru o formA(t)tori quando si parla di autostima.
Quando non riusciamo ad allineare o essere coscienti di uno o due di questi tre sé, del come interagiscono e/o sono in conflitto tra di loro, la nostra autostima viene danneggiata notevolmente.

Se un giorno ti alzi e ti dici: “mamma mia non mi piaccio nemmeno un po’… non mi sopporto proprio!”

Chi è che sta parlando?
Il sé percepito.

Ti stai percependo così in relazione a cosa?
Al sé ideale.

Ma tu cosa sei realmente?
Mmmm… la risposta?
1… 2… 3… 4…
Dai sto aspettando…

Se mi risponderai con un “non lo so”, siamo già ad un buon punto, almeno ti stai aprendo all’idea che non sei solo ciò che percepisci di te stesso in relazione all’idea di te stesso.

Purtroppo viviamo in un mondo dove la logica del bianco e nero, falso e vero, giusto e sbagliato, buono e cattivo, bello e brutto domina (se non l’hai già letto ti consiglio l’articolo “non hai capito un tubo” su questo argomento) e oscilliamo tra questi due opposti continuamente.
In questo caso oscilliamo tra il sé percepito e il sé ideale, cadendo dalle stelle alle stalle e ascendendo dalle stalle alle stelle continuamente.

Questa oscillazione, questo viaggio di andata e ritorno dal sé ideale al sé percepito, dal bianco al nero, dal riconoscere una verità sgradevole su di noi e l’accettazione di noi stessi, dall’essere sole splendente all’essere l’ultima cacca fumante di Arale (non mi dire che non conosci il cartone animato Arale), ci toglie più del 50% delle nostre energie e risorse che potremo usare tranquillamente per realizzare i nostri sogni e finalizzare i nostri obiettivi.

Per prima cosa bisogna avere una nuova immagine di noi stessi per iniziare a liberare a livello di pensiero quel 50% delle nostre energie inutilizzate a causa dell’immagine che ci siamo fatti di noi stessi.
In questo ci viene in aiuto l’immagine della formica atomica!

Solitamente chi ha una bassa autostima ha un’immagine di se stesso (il sé ideale) molto “grande” che schiaccia e mortifica le forze che abbiamo all’interno, rimpicciolendole, depotenziandole, ciò che percepisce il nostro sé percepito.

Con l’immagine della formica atomica questa equazione psicologica viene completamente ribaltata: il sé ideale è “piccolo” come una formica o un atomo, allineandosi così al sé percepito, ma all’interno vi è una forza molto “grande”.
Come una formica che alza più di 50 volte il peso del suo corpo analogamente utilizzerai quel 50% e più delle tue energie e risorse interne che prima non usavi e non immaginavi nemmeno di possedere.

[twittmyphrase url=”http://goo.gl/owMqAi” mention=”AnalogaMente “] “Voi farete cose più grandi di me.” Gesù di Nazareth[/twittmyphrase]

Come non riusciamo a percepire l’atomo ad occhio nudo, AnalogaMente il nostro sé percettivo, che è distratto dall’elefantiaco sé ideale (ciò che vogliamo essere), non riesce a vedere l’energia contenuta in ciò che siamo: quella potente energia atomica contenuta nella nostra mente, nelle nostre emozioni, nei nostri pensieri, nella nostra volontà, nelle nostre azioni e decisioni.
A causa di questa mancanza di consapevolezza il potere della nostra formica atomica, il potere di ciò che siamo, viene utilizzato in modo distruttivo, causando grossi disastri nelle nostre vite, esattamente come l’energia atomica utilizzata per costruire potenti armi di distruzione di massa.

Quindi, la prima cosa è divenire coscienti delle dinamiche interne tra i nostri sé, delle nostre capacità latenti, del nostro potenziale interiore e riconnetterci alla formica atomica che è in noi.
Quando ci riconnettiamo e siamo coscienti di ciò che siamo anche la nostra capacità di autovalutarci viene modificata.
Scoprire un nostro difetto non diventa più motivo di depressione o disperazione perché lo vedremo per ciò che è: un malinteso su ciò che siamo.
Ad esempio, se siamo convinti di non meritarci la felicità perché non ci percepiamo bravi abbastanza, chiediamoci: ciò che percepisco oggi di me è ciò che sono? È una descrizione fedele, attenta e accurata di tutto ciò che sono o è solo una piccola porzione di me che sto percependo?
Non darti subito una risposta, fai un grosso respiro e lascia che qualcosa in te risponda al posto tuo.
Osserva il tuo Sè ideale in relazione al Sè percepito come fosse una formica e apriti alla forza del tuo vero Sè (la forza della formica). Non lasciare che il Sé percepito caricato dall’elefante del Sé ideale prenda il sopravvento sul tuo vero sé.
Il tuo sé percepito vuole farti credere che il dito è la tua mano.
Ovviamente stai anche attento a non cadere nell’errore contrario di pensare che la mano esiste ma il dito no, il tuo difetto no, perché anche in questo caso useresti la mano (la forza della formica) non al 100%.
Soltanto le persone che si sovrastimano non riconosco i propri difetti.
Chi si sovrastima è un individuo pericoloso, perché mentre chi non ha stima di sé in qualche modo viene aiutato e spronato (a parte rari casi) chi invece si sovrastima o viene isolato perché considerato arrogante (questo è il male minore) o usa le relazioni come fossero il dito che gli manca per afferrare pienamente la vita, per affermare il suo potere, ovviamente non senza pagare un prezzo: di isolarsi interiormente perché incapace di creare relazioni autentiche. (se vuoi altre informazioni su questo argomento dai un’occhiata a questa pagina del blog cliccando qui)
Riconoscere i nostri difetti, quando non ci dimentichiamo della formica atomica, del nostro vero Sé, non è più motivo di depressione e disperazione ma al contrario, riconoscerli, accresce notevolmente la nostra autostima.
Il fatto di dimenticarci o di non essere coscienti del nostro vero Sé ci giustifica e ci spinge a identificarci ancor di più nel sé percepito, mentre distaccarci da esso significa non essere nulla, non esistere.
Della serie: meglio essere qualcosa, anche se è brutta, sbagliata, cattiva etc. che non essere niente.

Questa identificazione fa crescere la nostra disperazione e depressione dando vita a un circolo vizioso dove l’autostima, invece di emergere, viene schiacciata e annientata.
L’essere consapevole in quale punto del triangolo dell’autostima ti trovi o ti identifichi ti aiuta a pensare a te stesso in modo diverso e pian piano, imparando a porti le giuste domande, sarai in grado di riconoscere anche le tue attitudini e le tue emozioni. Solo a questo punto, spontaneamente e, di conseguenza, anche le tue azioni e le tue risposte al mondo esterno saranno completamente diverse, perché sarai cosciente che un aspetto di te per quanto negativo possa sembrare è solo una parte di te e non corrisponde a ciò che sei nella tua interezza.

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[twittmyphrase url=”http://goo.gl/owMqAi” mention=”AnalogaMente “] “Autostima non significa essere sicuri di se stessi, ma essere liberi di attraversare le proprie insicurezze e debolezze senza paura.” Alessandro Langella [/twittmyphrase]

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3 commenti
    • Ciao Giuliana, benvenuta!
      E’ vero che la consapevolezza non basta, ma la consapevolezza è il primo passo fondamentale per entrare in contatto con il vero Sè.
      Incominciamo a vedere il bicchiere mezzo pieno, se no con la scusa che non basta non partiremo mai per il vero viaggio verso l’autostima. ;-)
      Prova a fare il semplice esercizio della domanda che ho descritto nell’articolo ogni volta che vi è un calo di autostima e vedrai che qualcosa incomincerà subito a cambiare.
      Fammi sapere, e se vuoi approfondire questo argomento ti consiglio di iscriverti alla newsletter, a breve troverai altre informazioni utili.

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